
Sono già diverse migliaia le persone in fila in piazza del Campidoglio, in attesa dietro le transenne di poter accedere alla sala Giulio Cesare, dove sarà aperta la camera ardente per rendere possibile l’ultimo omaggio al presidente della Roma Franco Sensi deceduto l’altro ieri all’età di 82 anni. In piazza, sotto la statua di Marco Aurelio, l’atmosfera è molto silenziosa e c’è grande commozione tra uomini, donne e diversi ragazzi, alcuni con il berretto giallorosso altri con la maglietta della “Magica”, che aspettano di poter salutare per l’ultima volta il presidente del terzo scudetto giallorosso.Il Presidente Franco Sensi ricordato dai giocatori e personaggi dello spettacolo: (Fonte.Romanews)
Le dichiarazioni di Francesco Totti su Franco Sensi, rlasciate al Corriere dello Sport:
«La scomparsa del Presidente Sensi è un dolore fortissimo. Perdiamo una figura di riferimento cardine della storia della Roma e di questo sport, ma soprattutto un uomo gentile, appassionato, vero. Ci lascia 15 anni di amore che rimarranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore». Il capitano della Roma, Francesco Totti ricorda con queste parole il presidente giallorosso Franco Sensi, morto ieri notte all’età di 82 anni. «Ogni giorno che ho trascorso con lui è indimenticabile, ma il ricordo che ho maggiormente impresso nella memoria in questo momento è quel giorno al Circo Massimo e la sua felicità -ricorda Totti-. Amava la Roma e ha fatto tanto per questa squadra e anche a livello personale per tanti calciatori».
“Non posso dimenticare che nelle mie piccole battaglie, il presidente si è sempre schierato al mio fianco, non facendomi mai mancare il suo grande sostegno. Ricordo, per esempio, quando feci certe accuse prima ancora che scoppiasse lo scandalo di Calciopoli. In queste ore di grande dolore mi emozionano gli elogi e gli attestati di stima per il mio presidente: giungono da tutta Italia, anche da quelli che non hanno fatto nulla per dimostrarsi suoi amici. Ma avrei preferito che qualcuno gli avesse rivolto questi elogi e lo avesse sostenuto nelle sue battaglie durante la sua presidenza, quando era ancora in vita…”
Carlo Verdone, di Franco Sensi ne parla con vero affetto, con commozione.
«Era sempre il presidente della mia squadra» dice a un certo punto il regista-attore con vero rispetto da tifoso romanista doc. E aggiunge «di lui ho un ricordo tenero specie per una cosa successa nell’anno dello scudetto, nella stagione 2000-01.Un giorno lo incontrai in casa di un amico comune, Sensi allora mi prese da parte - ci davamo del tu ma mi chiamava sempre solo Verdone -, e mi disse “spero tanto di essere ricordato come Alberto Sordi”». In lui anche allora «c’era già quel senso di morte. Io continuavo a fare gesti di scongiuro e a dirgli quanto fosse già importante per Roma a maggior ragione poi se avessimo vinto, lo scudetto. E lui diceva solo: “speriamo tanto”. Insomma - spiega Verdone - Sensi ci teneva tantissimo ad essere amato dal popolo romanista e secondo me lo meritava perchè era una persona onesta in un mondo spietato». E continua il regista: «Sensi era poi un presidente artigiano che aveva fatto della sua squadra, un team con molti giocatori nati a Roma come Francesco Totti e Daniele De Rossi e che era anche riuscito a dare una fisionomia e spessore a una squadra che prima non l’aveva. Era poi un uomo che non amava apparire: non l’ho mai visto lasciare una dichiarazione a fine partita come fanno tutti». Sul futuro della Roma senza Sensi spiega Verdone: «è difficile capire cosa ora possa succedere davvero. Spero solo che non ci siano brutte sorprese. Per quanto riguarda ad esempio i conti di una squadra, i tifosi come me ne sanno davvero poco. Mi auguro solo che la Roma faccia ora un bel campionato in sua memoria». Infine, tra i più bei ricordi di Carlo Verdone di Sensi: «sicuramente quando lo vedevo la domenica al suo solito posto in tribuna con la sua testina e con la moglie accanto. Ero sempre io che andavo ad omaggiarlo per primo durante l’intervallo e lui non mancava di ricambiare sempre con il suo affetto».
Fabio Capello ricorda così Franco Sensi, parlando a RAI SPORT:
«Un ricordo bellissimo, di cinque anni vissuti assieme, con uno scudetto vinto e tante belle soddisfazioni. Una persona molto seria, severa e capace, che trasmetteva alla squadra questa sua capacità».
Si unisce al cordoglio per Franco Sensi anche l’ex direttore sportivo della Roma e uomo di fiducia di Sensi, Franco Baldini:
«A lui devo tutto- dice Baldini commosso a RAI SPORT- Se sono ancora qui che parlo di calcio lo devo esclusivamente a lui. Quando lo incontrati, dieci anni fa, volle che partecipassi con lui alla sua avventura».
il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici che così si unisce al cordoglio della famiglia per la perdita del presidente della Roma.
«Al di là dei sentimenti calcistici, ed è nota la schiacciante prevalenza tra gli ebrei romani della fede giallorossa, ci piace ricordare la figura del presidente per una serie di motivi: il primo è legato al suo impegno per combattere anche all’interno della tifoseria giallorossa estremista sentimenti xenofobi, razzisti e in alcuni casi nostalgici dell’ideologia nazi fascista». «Sensi - ha aggiunto - ha più volte condannato questi fenomeni promuovendo iniziative per rimarcare il valore genuino dello sport quale strumento di avvicinamento tra le persone. Ha visitato le scuole ebraiche della nostra comunità e la sinagoga e si anche anche impegnato nel promuovere la pace in Medio Orientei dando la piena disponibilità all’organizzazione della ‘Shalom cup’ a cui hanno partecipato oltre ai giocatori della Roma calciatori israeliani, palestinesi e giordani. Ad una partita della ‘Shalom cup’ intervennero Peres ed Arafat». «Ma soprattutto Sensi e al sua famiglia saranno ricordati per aver salvato famiglie ebraiche durante la furia nazifascista. È un fatto - ha concluso - che rimarrà scolpito nei nostri cuori»
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha inviato alla signora Maria Sensi il seguente messaggio:
«Franco Sensi Cavaliere del Lavoro ha saputo combinare un’intensa attività imprenditoriale con un lungo appassionato impegno per lo sport. Nel corso della sua presidenza la squadra di calcio della Roma ha raggiunto alti livelli di competitività e di successo suscitando un crescente seguito popolare. Nel ricordo della sua vita operosa dedicata al lavoro e alla città che amava mi associo al generale cordoglio per la scomparsa di Franco Sensi ed esprimo sentimenti di viva vicinanza alla sua famiglia».
Carlo Mazzone ricorda commosso Franco Sensi, presidente del terzo scudetto della Roma scomparso nella notte di ieri all’età di 82 anni.
«Ho ricordi bellissimi che mi legano a lui e non solo nei tre anni in cui ho allenato la Roma», dice Mazzone all’ADNKRONOS e a RADIO RADIO. «Anche dopo i miei rapporti con la famiglia Sensi sono rimasti bellissimi. Ero al corrente dei suoi problemi. È stato forte fino alla fine, ha sofferto tantissimo. Ci sentivamo spesso. Io lo chiamavo per complimentarmi ogni volta che la Roma vinceva qualcosa: lo scudetto, la coppa Italia…c’era sempre una telefonata da parte mia e lui era sempre molto affettuoso con me». «Gli devo gratitudine -prosegue-, mi ha dato l’opportunità di allenare la mia Roma per tre anni. La prima stagione le cose non andavano benissimo ma non mi sono mai sentito in discussione. C’è sempre stata grande stima nei miei confronti e grande fiducia, ho dei ricordi bellissimi. È stato bravo, si è organizzato da solo la sua successione alla guida della Roma, sua figlia Rosella è eccezionale. Abbiamo perso un grande presidente -ripete Mazzone-, sarò sicuramente presente ai suoi funerali».
«Noi ragazzi di Roma in questo momento siamo doppiamente colpiti dalla sua morte». Alberto Aquilani è uno di quelli che Franco Sensi ha cresciuto.
«È stata una persona molto importante- ha detto il centrocampista giallorosso parlando della morte del presidente- Io sono alla Roma dal 1994 ed ero molto legato a lui. Possiamo dire che a noi ragazzi di Roma ci ha cresciuti. Di lui ho solo ricordi positivi, la cosa bella è che vedeva la Roma come una famiglia. Noi tutti siamo ora vicini alla sua famiglia e siamo sicuri che Rosella continuerà ad agire bene come ha fatto lui. Non so dire se ha dato più lui alla Roma o la Roma a lui, credo sia stato un rapporto andato avanti di pari passo. Una delle cose che mi ha sempre meravigliato del presidente è stata la sua incredibile forza d’animo. Nonostante stesse male era sempre vicino a noi per incitarci. Sicuramente mancherà al calcio italiano».
Il saluto dell’esterno giallorosso Rodrigo Taddei a Franco Sensi:
”La Roma ha perso un grande uomo - le parole del brasiliano a Sky - E’ un giorno triste per tutti noi, lui aveva un grande rapporto con la squadra. Speriamo di potergli regalare qualcosa di bello”.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno:
«Abbiamo chiesto alla famiglia l’onore di poter allestire la camera ardente del presidente Franco Sensi in Campidoglio perché in questo modo vogliamo rappresentare il cordoglio di tutta la città per la scomparsa di un grande uomo dello sport romano e italiano. Franco Sensi si è battuto non soltanto per ottenere i grandi risultati della AS Roma Calcio ma anche perché lo sport non perdesse la sua anima e i suoi valori di fronte alla crescente professionalizzazione e ai grandi interessi economici che ruotano attorno ad esso. Per questo tutta Roma, al di là delle tifoserie calcistiche, sarà in Campidoglio a ricordare e onorare il Presidente. Aiuteremo Rosella Sensi e tutta l’AS Roma a costruire lo stadio della società che penso non possa non essere intitolato proprio a Franco Sensi».
Le dichiarazioni dell’ex sindaco della Capitale, Veltroni:
”La testimonianza d’affetto che viene oggi da tutta la città nei confronti di Franco Sensi è una testimonianza della stessa natura di quella arrivata per Alberto Sordi. Questa città ama i romani veri che vivono, conoscono, e danno qualcosa alla città. Franco Sensi ha dato moltissimo non solo alla Roma ma anche alla città di Roma. E’ una grande emozione vedere centinaia e centinaia di persone, è la giusta riconoscenza per un uomo simpatico schietto, sincero e tipicamente romano, che aveva una grande passione e una finissima intelligenza. La cosa bella è che questo percorso verrà ora intrapreso dalle figlie. Vero amore del Presidente, oltre alla Roma. Ha saputo far convivere i suoi amori nel modo migliore. Alla famiglia ho ricordato quando abbiamo festeggiato proprio qui dentro i suoi 80 anni. Fu molto bello, perchè ci univa un’amicizia profonda, che andava al di là della mia persona visto che lui e mio padre erano amici. È stato un uomo di sport innamorato di Roma e credo di poter essere fra quelli che possono testimoniare quanto la famiglia Sensi abbia fatto per la città, anche al di là di quello che si sa. Negli anni in cui sono stato sindaco ho potuto misurare l’amore, la passione e l’immensa generosità messi a disposizione da Sensi per fare della Roma una grande squadra. E quello di oggi è un atto di riconoscenza, rispetto e simpatia nei confronti di un uomo fuori dagli schemi tradizionali e dall’intelligenza finissima”.
Eusebio Di Francesco, campione d’Italia con la Roma nel 2001:
“Era un padre di famiglia in tutti i sensi. Specialmente nei valori. Gli sarò sempre riconoscente, soprattutto a livello calcistico. E’ la prima persona che mi ha portato qui e qundi lo ricorderò per sempre. Quando si è padre di famiglia ci si rende conto che davanti si hanno dei ragazzi che lavorano, anche se fanno un lavoro strapagato. Però sono sempre degli uomini. Lui di questa cosa se ne rendeva conto, i giocatori se ne accorgevano che lui era così. Lui non ci considerava come suoi dipendenti. Ho voluto essere presente per fare un saluto alla famiglia e al mio Presidente. Devo moltissimo a lui. In un derby mi ricordo che venne negli spogliatoi a caricarci con una voglia e una determinazione che non avevo mai visto”.